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Ambrosi e Telefono Azzurro Rosa contro la Violenza

Anche quest’anno, per la decima volta, riproponiamo le giornate “Ambrosi e Telefono Azzurro Rosa contro la violenza”.

Come sempre, quanto raccolto servirà per la nostra mission, di contrasto alla violenza sulle donne e sui bambini, e anche per l’aiuto ai più fragili con la distribuzione di pacchi viveri ed altri aiuti materiali.

Ti aspettiamo venerdì 18, sabato 19, e domenica 20, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19. Per evitare assembramenti, il nostro banchetto sarà presso la sede del Telefono Azzurro Rosa, in via San Zeno, 174, a Brescia, con l’ingresso dal cancello sull’arteria che porta alla Tangenziale, accessibile anche in macchina. Clicca qui per la cartina: https://www.azzurrorosa.it/dove-siamo/

Per informazioni, chiamare il 337 427363.

Gestire la violenza

Per non lasciare che passi ancora un anno prima di disquisire sulla violenza alla donna, vorrei raccontare in sintesi un caso di cui ci siamo occupati su questo tema.

Una giovane donna di poco più di trent’anni, con un buon lavoro ed un’ottima famiglia, si è presentata da noi dicendoci di non essere più in grado di concentrarsi, di avere atteggiamenti maniacali nello svolgimento del lavoro, stati d’ansia perenne, difficoltà a dormire e sconvolte abitudini alimentari. Abbiamo cercato di capire a cosa fossero dovuti tutti questi disagi, ma in un primo momento non ha voluto dare ulteriori spiegazioni. Al secondo colloquio la donna ha cominciato a parlare di una sua amica che subiva minacce di venir sfregiata con l’acido dal suo ex marito. A questo punto abbiamo capito che stava parlando di se stessa, e che subiva azioni di stalkeraggio da parte di qualcuno che lei poi ha poi precisato essere il suo ex fidanzato.

Parlando del reale problema si è tranquillizzata ed ha accettato i nostri consigli, di evitare ogni contatto con il suo ex fidanzato, cambiando anche il numero di telefono. Poi l’abbiamo invitata a recarsi in vacanza per qualche tempo all’estero. Nel frattempo, siamo riusciti a rintracciare l’ex fidanzato, che non si aspettava che qualcuno potesse prendere le difese di questa donna. La sorpresa di essere stato individuato l’ha reso più malleabile, ed ha accettato di venire in sede per un colloquio, durante il quale siamo riusciti a metterlo di fronte alle proprie responsabilità, rendendolo consapevole che il suo comportamento avrebbe potuto avere conseguenze anche di tipo legale.

A distanza di un anno abbiamo la conferma che la donna vive ormai tranquilla: il suo ex è scomparso dalla sua vita, e ha potuto riprendere le proprie attività in modo sereno e produttivo, essendosi dissolti tutti i sintomi per cui si era rivolta a noi.

Questa è una delle nostre modalità di intervento, che comporta l’affrontare tempestivamente e di persona l’uomo che non rispetta la donna. In questo modo, la vittima non resta sola, trovandoci al suo fianco nel confronto con il violento, e in grado di annullarne la pericolosità.

25 novembre 2020

Da tempo avevamo pensato di organizzare un evento allo scopo di far riconoscere e condividere, attraverso l’informazione e la sensibilizzazione, la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne che si celebra il 25 novembre, e di cui molti, direi troppi, non sono a conoscenza.

La scelta era stata fatta in onore delle sorelle Mirabel, attiviste della repubblica Dominicana, uccise per la loro opposizione al regime dittatoriale.

Avevamo anche previsto azioni di flash mob nei vari quartieri della città, ma purtroppo il Covid ha frenato tutto.

Noi, comunque, sentiamo la necessità di costruire una coscienza sociale contro la violenza di genere, perché il fenomeno è in costante crescita: in Italia, ogni due o tre giorni muore una donna, uccisa da colui che diceva di amarla.

Siamo convinti fautori di dover estendere i famosi protocolli di intesa con Enti Pubblici e Privati, Istituzioni Religiose, Civile, Militari, associazioni di vario tipo e tutti coloro che vogliono dare un supporto al contrasto alla violenza.

Noi, per esempio, non siamo mai stati interpellati, mentre i recenti fatti di cronaca mostrano un incremento della violenza sulle donne, spesso causato dal silenzio, il male più grande di questo problema. In particolare, in alcuni quartieri periferici, e nei piccoli centri, la violenza si consuma nell’indifferenza e continua ad essere avvolta dal silenzio.

La violenza non avviene al mattino nello studio dello psicanalista, ma avviene la domenica nel pomeriggio o la notte tardi, quando nessuno può sentire una richiesta di aiuto. Per questo riteniamo che questa violenza è un problema di donne, perché è compito nostro trovare lo spirito per mettere a disposizione l’esperienza trascorsa, perché nessun’altra donna possa ripeterla. È compito nostro mettere a disposizione lo studio di tanti anni verso chi non sa nemmeno cosa deve fare qualora dovesse capitarle, anche se costa coraggio e fatica.

Un po’ per paura, un po’ per vergogna, ci si chiude dentro quasi a farsene una colpa.

Al di là delle risposte che si attendono dalle Istituzioni, le donne devono rendersi conto che il primo passo da compiere è proprio quello della presa di coscienza. Purtroppo, la mia esperienza mi ha dato modo di constatare che esiste una sorta di difficoltà, a cavallo tra il timore ed il pudore, delle donne a parlare di quel problema dalle mille sfaccettature, che vanno dalla molestia del datore di lavoro, alla violenza verbale di chi si ritiene autorizzato di poterla esercitare impunemente, alla protervia sessuale, fino allo stato di soggiogamento in cui, purtroppo, ancora oggi tante sono costrette a trascinarsi. Chiaramente, non stiamo dicendo di mettere in piazza i propri affari, ma, cosa diversa, è prendere coscienza che forse quel problema è un problema che accomuna anche tante altre donne.

Ciò è intollerabile, e pensiamo che i Comuni dovrebbero proporsi come portavoce della lotta alla violenza sulle donne.

Consideriamo anche l’aiuto che può venire da chi può comprendere quel problema, da chi l’ha già visto su di sé o su altre, che ha già parlato e sa fornire il consiglio giusto al momento giusto. E questo prima del medico, dello psicologo, dell’avvocato, e questa parola di una persona amica può dare la forza di arrivare a domattina, di stringere i denti ancora una volta, per farci ricordare che non siamo sole contro tutti.

E, parliamoci chiaro, la violenza avviene quando la donna è sola, lontano da tutto e da tutti, quando non ha nemmeno la forza di rialzarsi, e non solo con le mani, ma anche con le parole, i gesti, i soldi.

Noi del Telefono Azzurro Rosa, con le nostre piccole forze, e senza alcun contributo, ce la mettiamo proprio tutta. Rispondiamo a circa duemila telefonate l’anno, delle quali almeno duecento sono prese in carico e seguite dai vari professionisti volontari.

Infine, è nostro compito trovare l’impegno che ci unisca, indipendentemente dalle etichette politiche o culturali, che ci faccia creare luoghi dove decidere come aiutare chi sta subendo un affronto, attraverso una linea telefonica, uno studio di consulenza legale o psicologico: non importa il metodo, ciò che conta è la dimostrazione di sapere affermare la propria femminilità anche attraverso l’impegno che questa ci chiede giorno dopo giorno, quotidianamente.

In conclusione, “la violenza sulle donne è un problema delle donne”. 

Dopo più di trent’anni di attività come fondatrice e presidente del Telefono Azzurro Rosa, associazione nata appunto per fornire un centro di ascolto telefonico e primo intervento a favore di tutti coloro che si trovano a subire una qualsiasi forma di violenza, penso che nel nostro gruppo abbiano avuto una rilevanza particolare le donne e i bambini, che notoriamente sono in condizioni di minor capacità difensiva fisica e strumentale. E non è un caso che la maggioranza degli operatori volontari che prestano la loro opera in questa iniziativa, sia formata da donne.

Ivana Giannetti – Presidente dell’Associazione Telefono Azzurro Rosa ONLUS

Baby Parking d’emergenza

In questo periodo così difficile, abbiamo pensato di andare incontro alle esigenze delle famiglie, in particolare di chi lavora, rinnovando il nostro Baby Parking d’emergenza, già utilizzato per altre difficili situazioni, così da consentire ai genitori di affidarci i loro bambini qualora fossero impegnati per lavoro o per esigenze personali.

I vostri bambini verranno affidati ai nostri volontari per il tempo necessario alle vostre esigenze: dalle 15 alle 19 di tutti i giorni, su prenotazione ai numeri 030 3530301337 427363.

Gli ambienti sono a «norma Covid» e non saranno ammessi più di dieci bambini per volta, comunque di età compresa tra i tre ed i sette anni.

Sconfiggiamo insieme la violenza ai tempi del Covid-19 – consigli utili

Nemmeno il Covid-19 ha placato l’uomo violento: diciotto femminicidi durante il lockdown e un diciannovesimo oggi. Ma cosa possiamo fare per fermare e sconfiggere questa terribile violenza domestica?

I segnali ci sono sempre, i numeri da chiamare per essere aiutate sono tanti: con l’app YouPol è possibile pure segnalare in tempo reale i reati di violenza domestica agli operatori di Polizia di Stato; è possibile inviare una segnalazione a YouPol anche in forma anonima.

La violenza domestica non deve restare a casa, ma va segnalata in sicurezza, per esempio rivolgendosi direttamente al numero verde della nostra associazione, Telefono Azzurro Rosa (800 001122), in qualsiasi ora del giorno e della notte, o, per chi non fosse della provincia di Brescia, il numero nazionale 1522.

La vittima di violenza, se non è masochista, dovrebbe seguire i consigli che diamo sempre e, oltre a chiamare i numeri suddetti, dovrebbe conservare un diario dei fatti accaduti; conservare messaggi, chiamate, lettere, e-mail e tutte le altre prove relative allo stalking, che è l’inizio della violenza sistematica. Dovrebbe cambiare anche le abitudini per confondere il suo potenziale stalker, e dovrebbe creare una rete di aiuto informando amici, parenti, colleghi, datori di lavoro, eccetera.

Se la potenziale vittima si sente in pericolo, sarebbe opportuno che tenesse pronto uno zainetto per la fuga, per esempio nascondendolo in auto o da vicini o amici o in un posto segreto della casa.

Se la donna vittima di violenza ha dei figli minori, prima di allontanarsi dalla casa con costoro, per evitare una denuncia per sottrazione di minori, è opportuno che chiami il 112, in particolare se il maltrattante possiede armi.

Sono questi consigli spiccioli, ma utili il più delle volte per salvarsi la vita. Sarebbe bene, per esempio, non rivelare a nessuno l’intenzione di lasciare il partner violento e di chiedere aiuto a qualche associazione o centro Antiviolenza.

XXVIII Festa della Befana in Azzurro Rosa

Anche quest’anno la Befana è atterrata puntualmente al Centro Sportivo San Filippo, di Brescia, portando calze e doni per i tantissimi bambini presenti.

Successivamente, sono stati anche estratti i 25 premi relativi alla sottoscrizione: per chi non avesse potuto presenziare, questi sono i numeri dei biglietti vincenti:     

1      Televisore LG 49 pollici                                             258            ritirato

2      Servizio Pentole MEPRA 4 pezzi con coperchi         444            ritirato

3      Auto 500 radiocomandata PEG PEREGO                 82            

4      Seggiolino prima pappa “siesta follow me” PEG PEREGO                                                                                           18            

5      Passeggino a ombrello PEG PEREGO                      2029         

6      Culatello + Formaggio Grana Reggiano AMBROSI  102            ritirato

7      Seggiolino auto “primo viaggio” PEG PEREGO       328           

8      Due telecamere da interni                                         361           

9      Servizio posate 36 pezzi MEPRA                               373           

10    ½ Prosciutto Crudo + Formaggio Grana Padano AMBROSI                                                                                        068           

11    Peluche grande                                                          398           

12    Orologio a muro “Bordeaux” Elettrolux                   427           

13    Cesto “anticrisi” Azzurro Rosa                                 182            ritirato

14    Cuscino grande doppio Barbanzé con peluche       2355          ritirato

15    Umidificatore a caldo De Longhi                               2411         ritirato

16    Due orchidee con pianta grassa                               2193         ritirato

17    Abat-jour Elettrolux                                                   318            ritirato

18    “Cioccolé” Amstrad – Macchina per il cioccolato    442           ritirato

19    Gioco “Ciccio Bello”                                                 059           

20    Scaldino portatile Imetec                                           2408         

21    Gioco “supermercato” con registratore                   2018         

22    Boule ricaricabile senza filo                                      2020         

23    Vaso per fiori colore grigio                                       2412          ritirato

24    Radiosveglia elettronica                                            346            ritirato

25    Cuffia “ON2” Hi-Fi                                                     2494         

Se hai partecipato alla Festa della Befana in Azzurro Rosa, e ci hai aiutato acquistando qualche biglietto della sottoscrizione a premi, ma non hai potuto essere presente all’estrazione, questo è l’elenco dei premi ancora rimasti in sede. Per ritirare il premio, porta il biglietto vincente al Telefono Azzurro Rosa in via San Zeno, 174, a Brescia, vicino al Gran Teatro Morato. Per maggiore sicurezza, comunicaci il tuo arrivo chiamando al 337 42 73 63

25 Novembre 2019

Il Telefono Azzurro Rosa, in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, organizza un incontro, per i volontari e per i simpatizzanti della nostra Associazione, con il dr. Roberto SpanòPresidente presso il Tribunale Penale di Brescia, sul tema della violenza di genere, ed in particolare su quale sia l’iter che si sviluppa dopo che la donna ha sporto la querela, dal titolo  “E dopo la denuncia?…”

L’incontro si terrà presso la nostra sede, in via San Zeno, 174, a Brescia, dalle ore 18.30.