matrimonio religioso

“Finchè morte non vi separi” o “Finchè parroco non lo trascriva”

Due giovani sposini hanno celebrato un matrimonio concordatario (religioso), nella ridente Sicilia; dopo un anno dalla celebrazione del matrimonio, la moglie ha deciso di separarsi dal marito, ma nell’avviare le pratiche della separazione scopriva che il parroco non aveva mai provveduto a chiedere in Comune la trascrizione dello stesso.

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Auguri Natale 2025

L’Associazione Telefono Azzurro Rosa vi augura un sereno Natale

Il Natale è un momento di solidarietà e generosità.
È un’occasione per pensare agli altri e fare del bene.
Molti di noi possono aiutare chi è meno fortunato;
donare tempo e risorse per rendere
più belle e gioiose le vite di tutti.
Insieme possiamo fare tanto.

Grazie Ivana

I Volontari dell’Associazione Telefono Azzurro Rosa si stringono nel dolore in un forte abbraccio per colmare il vuoto lasciato dal loro Presidente.
Ci mancherà il vulcano di idee e di progetti che hanno caratterizzato la Sua vita.
Ha creato il Telefono Azzurro Rosa quando nessuno ancora pensava che fanciulli ed adulti in stato di disagio necessitavano di attenzioni e tutele.
Quando il Telefono Azzurro si è appropriato di un Suo colore, ha perseverato nel riconoscere pari dignità e tutela anche al Rosa.
Ha creato una stanza per gli incontri protetti quando ancora nessuno ci aveva pensato, offrendo un contributo importante alla giustizia e ai tribunali, consapevole che anche il minore doveva essere ascoltato e libero di esprimersi.
Ha sempre pensato che l’ascolto fosse la sola via per trovare una soluzione, convinta che fosse meglio capire e intervenire sui rapporti che dividere e separare.
Ha realizzato, all’interno della Cascina Botà sede dell’Associazione, gli appartamenti per ospitare e proteggere le donne maltrattate, anche con i loro figli, quando ha capito che odio ed egoismo non lasciavano più spazio ad amore e rispetto.
Ha creato lo spazio che era venuto a mancare alla famiglia.
Ha creato il Parco Morbidò perché la felicità dei bambini era la sola forma di ricompensa che Le dava soddisfazione.
Ha richiamato famiglie per festeggiare la Befana e per seguire corsi formativi perché sapeva che certe criticità potevano essere individuate anche così.
Sempre in prima linea quando c’era da aiutare gli altri, si defilava quando era il tempo degli elogi e dei ringraziamenti, non trovando mai tempo da concedere a se stessa.
Non ha mai mostrato la sofferenza e il dolore che provava e, andando contro ai suoi insegnamenti, non hai mai voluto ascoltare i suoi mali, convinta che non concedendo loro tempo ne avrebbe avuto più per se.
Ora che il destino ha voluto fermare il Suo tempo non basterà l’eternità per dirLe

Grazie Ivana

Un dono prezioso e gradito

Veramente non so da che parte cominciare per ringraziare tante persone che ci hanno aiutato in qualsiasi modo, ad affrontare, direi il periodo più brutto,della nostra vita associativa: il COVID, poi la GUERRA, il CARO VITA galoppante, l’INFLAZIONE e troppe persone e famiglie in estrema difficoltà.
Siamo riusciti a mantenere gli standard di sempre, con i pacchi viveri dati alle 70 famiglie bresciane e ad accogliere i 14 profughi ucraini tra donne e bambini, dando loro accoglienza presso la nostra struttura, a nostro carico.
Devo fare un monumento alla famiglia ODOLINI – ITALMARK che ci ha omaggiato di CARD per acquisto viveri per un valore complessivo di 20.000 €, con le quali potremo far fronte a tutte le nostre emergenze.
Non è la prima volta che ITALMARK si ricorda di noi, e lo fa sempre con la massima delicatezza, generosità e umanità: sono certa che ha compreso la nostra abnegazione nei confronti di chi è in difficoltà.
Ancora un GRAZIE da parte mia e di tutti i volontari che collaborano con me: siete invitati alla FESTA per la PACE che stiamo organizzando con le nostre ospiti ucraine per il 19 Giugno presso la nostra sede. Seguirà invito.
Ivana Giannetti
Presidente del Telefono Azzurro Rosa

Buona Pasqua!

In occasione delle imminenti festività pasquali, tutti i Volontari del Telefono Azzurro Rosa, unitamente alle 15 donne e bambini ucraini che stiamo ospitando , augurano a tutti gli amici e ai sostenitori della nostra Associazione, che ci stanno aiutando per dare un’accoglienza quanto più partecipata possibile, di trascorre una felice e serena Pasqua nella nostra sede, nella speranza della Pace.

Anche in questo delicato frangente continua comunque la nostra attività di contrasto e di prevenzione nei confronti della violenza sulle donne e sui bambini che, paradossalmente, si acuisce nei momenti conviviali in cui la tradizione invita a riunire le famiglie.

Un augurio particolare a tutti i bambini, soprattutto a quelli, e non sono pochi, che ci hanno chiesto per telefono perché c’è la guerra e di esserne spaventati, perché si possa risolvere l’attuale situazione drammatica, e si ritorni alla Pace.

Genitori-figli: chi sbaglia di più?

Talvolta, anche tra le piccole cronache dei giornali locali – quelle trascurate dalle grandi testate nazionali – si trovano notizie che dovrebbero farci riflettere.

Ricordiamo per esempio l’episodio di un quindicenne trovato a terra, perché ubriaco, che ha rischiato di morire per strada, se non fossero intervenuti degli agenti di Polizia, che hanno provveduto a soccorrerlo, riportandolo poi a casa dai genitori. Quindi, tutto bene quello che finisce bene. Il giorno successivo a questo episodio appare sul quotidiano locale una lettera scritta dalla madre del giovane, la quale accusa innanzitutto il locale che ha servito l’alcol al figlio, poi se la prende con i passanti che non lo avrebbero subito soccorso, ed infine anche con le Forze dell’Ordine, che non avrebbero presidiato adeguatamente la zona.

Nessun ringraziamento a chi ha prestato aiuto al figlio, e nessun rimprovero per il figlio, come ormai è abitudine consolidata di tanti genitori nel nostro Bel Paese.

Ci ha poi colpito la lettera inviata al medesimo giornale di una giovane lettrice di 16 anni, che afferma che si può esplorare il mondo senza sballarsi e senza dover vomitare per strada. Aggiungeva ancora la giovane di essere astemia, di non fumare, di non aver mai fatto uso di sostanze stupefacenti, perché teneva alla sua salute e, di più, alla sua dignità. Concludeva come la madre del giovane, invece di biasimare il figlio in modo anche severo, per essere caduto così in basso, se la prendeva con chi lo ignorava e con chi gli aveva dato da bere. Sottolineava anche che, invece di difenderlo e farlo passare come vittima dell’indifferenza, avrebbe dovuto far capire al figlio che ubriacarsi a quindici anni è vergognoso. Chapeau alla giovane ragazza. Il problema vero di questa vicenda è che, quando i ragazzi sbagliano, molti genitori li difendono invece che ammettere il loro errore. Intervenire a quindici anni è già troppo tardi e sono troppi i giovani che si ubriacano a questa età, come risulta anche dalle statistiche.

Servirebbe, a questo punto, una presa di coscienza da parte dei genitori, il cui atteggiamento iperprotettivo e sempre pronto a scusare tutto, è proprio alla base di tanti fallimenti educativi. Ammettere i propri errori da parte dei genitori, che dovrebbero avere più autorevolezza per correggerli e per recuperare il senso della responsabilità, dovrebbe essere un obiettivo dell’educazione per ogni famiglia. Sono tanti gli adolescenti che già consultano noi del Telefono Azzurro Rosa, e tanti i genitori che con noi si lamentano di giovani violenti: siamo a disposizione di chi volesse un aiuto, con consulenze professionali gratuite.

Ivana Giannetti – Presidente del Telefono Azzurro Rosa

da 35 anni a Brescia

Che dire? Penso che è’ arrivato il momento di togliermi tutti i sassolini dalle scarpe che ho accumulato in tanti anni di volontariato : lo devo a me stessa e a chi ha avuto sempre fiducia in me.
Cominciamo la prima puntata partendo dalla mia ferrea volontà di
dar vita ad una associazione di volontariato” pura”, senza cooperative, senza “ cappelli”, senza sovrastrutture e senza partecipazioni partitiche.
Ho collaborato con tante meravigliose persone e professionisti che la pensavano come me e con i quali ho dato corpo ai miei pensieri sul volontariato , creando vari servizi , tutti gratuiti,per coloro che ne avevano bisogno.
Intanto voglio presentarvi i DUE primi nostri GIOIELLI:
La CASA AZZURRO ROSA , trasformata dal vecchio fienile della CASCINA BOTA’ abbandonata e preda di persone dedite all’illegalità )così era quando il Sindaco CORSINI,che ringrazio, ci ha concesso l’utilizzo) nella splendida struttura che potete ammirare prima di entrare in tangenziale: e tutto ciò
a nostre esclusive spese e ai contributi di tantissimi cittadini bresciani, che hanno capito la nostra tenacia, ma anche la competenza.
TOTALE della ristrutturazione… più di un milione di euro, senza contributi istituzionali.
GRAZIE a chi ci ha aiutato e creduto
in noi.
Il secondo gioiello e’stata la creazione ( unica in Italia), con tutta la relativa strumentazione e vari giochi ,
delle stanze per le “AUDIZIONI PROTETTE”, per poter interrogare i minori dai 2 ai 18 anni per subiti abusi sessuali, che fino a quel momento venivano sentiti in Uffici della Questura (un po’ squallidi ) e nelle Caserme dei Carabinieri.
Tali stanze sono state messe anche a disposizioni della Procura della Repubblica per molti anni sempre gratuitamente.
Attualmente queste stanze vengono poco utilizzate, perché la
Istituzione ha seguito il nostro esempio e si è’ dotata di strutture analoghe .
E che dire poi del PARCO DI MORBIDO’ ( Baby Parking d’emergenza per i piccoli) e
dei servizi offerti alla cittadinanza ?)
Ne riparliamo alla prossima puntata.

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2021

Per riconoscere e condividere mediante la informazione e la sensibilizzazione la ricorrenza del 25 novembre, abbiamo pensato di organizzare un evento a tema per mercoledì 24, presso il nostro Parco di Morbidò, in via Via San Zeno 174, a Brescia.

Pochi sono a conoscenza di questa data e del suo significato, scelta in onore delle sorelle Mirabell, attiviste della repubblica dominicana, uccise per la loro opposizione al regime dittatoriale.

I recenti e continui fatti di cronaca evidenziano un incremento della violenza sulle donne, spesso complice il silenzio, che è il male più grande di questo problema, in particolar modo nei piccoli centri, dove la violenza si consuma nel silenzio e dal silenzio continua ad essere avvolta, un po’ per paura e un po’ per vergogna.

Noi consideriamo che questo chiudersi dentro delle donne e farsene una colpa sia intollerabile, e pensiamo che i comuni tutti dovrebbero proporsi come portavoce della lotta alla violenza sulle donne. Intanto cominciamo noi, del TELEFONO AZZURRO ROSA, con questa iniziativa  “Le scarpe di Alice” in collaborazione con Musical-Mente, accademia di musica, teatro ed eventi, alla quale seguirà, quando sarà possibile, una manifestazione chiamata “libera dalla paura e dalla violenza“.

Vi aspettiamo tutti dalle 19.30 presso il Parco Morbidò, ed è gradita una prenotazione al 337 427363

Un sentito ringraziamento ad Ambrosi, Le Perle del Garda e ad Aliprandi, che contribuiranno, con i loro prodotti, ad una piacevole apericena.