Capita anche questo

Chiama anonimamente una donna, dalla voce giovanile, che dice di segnalare una situazione di una sua amica più giovane che non ha il coraggio di chiamare. Riferisce che l’amica ha un marito che la controlla in maniera ossessiva, ad incominciare da quando costei esce dal lavoro, sempre puntuale, obbligandola a chiamarlo al telefono e restare in contatto con lui fino all’arrivo a casa. Per di più, quest’uomo avrebbe minacciato la moglie di farle portar via il figlio se osasse dire a qualcuno questa cosa o osasse allontanarsi da casa.

Ovviamente, pur capendo che la persona che narrava tali cose era la stessa che subiva, veniva invitata a dire all’amica di segnalare personalmente anche alle Forze dell’Ordine, oltre che a noi, tali intollerabili comportamenti. Aggiungeva altresì che l’amica era molto disturbata e spaventata, in quanto l’uomo aveva sempre messo in atto le proprie minacce.

Alla richiesta di accompagnare qui l’amica, la signora ammetteva di essere lei a subire le vessazioni, e di conseguenza abbiamo chiesto di fornisci i contatti del marito. Pur con molte esitazioni la signora ha acconsentito che lo chiamassimo presso la nostra associazione.

Come succede spesso, l’uomo non ha avuto particolari problemi ad accogliere il nostro invito, pur senza sapere l’esatto motivo. L’incontro con l’uomo è stato cordiale e non accusatorio, ed ha raccontato “la sua verità”, cioè di essere molto geloso e di volere anche liberarsi di questa patologia che lo tormentava.

Sono stati effettuati vari incontri, anche con specialisti, e tutto è tornato alla normalità: l’uomo ha convertito la propria gelosia in un sincero affetto, e la donna ha potuto cosi apprezzare la famiglia che avevano costruito. 

Baby Parking d’emergenza

In questo periodo così difficile, abbiamo pensato di andare incontro alle esigenze delle famiglie, in particolare di chi lavora, rinnovando il nostro Baby Parking d’emergenza, già utilizzato per altre difficili situazioni, così da consentire ai genitori di affidarci i loro bambini qualora fossero impegnati per lavoro o per esigenze personali.

I vostri bambini verranno affidati ai nostri volontari per il tempo necessario alle vostre esigenze: dalle 15 alle 19 di tutti i giorni, su prenotazione ai numeri 030 3530301337 427363.

Gli ambienti sono a «norma Covid» e non saranno ammessi più di dieci bambini per volta, comunque di età compresa tra i tre ed i sette anni.

25 Novembre 2019

Il Telefono Azzurro Rosa, in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, organizza un incontro, per i volontari e per i simpatizzanti della nostra Associazione, con il dr. Roberto SpanòPresidente presso il Tribunale Penale di Brescia, sul tema della violenza di genere, ed in particolare su quale sia l’iter che si sviluppa dopo che la donna ha sporto la querela, dal titolo  “E dopo la denuncia?…”

L’incontro si terrà presso la nostra sede, in via San Zeno, 174, a Brescia, dalle ore 18.30.

Invito a Nicolas ed ai suoi compagni di classe

Colpiti dalla bella notizia che tutti i compagni di Nicolas, della scuola primaria Don Milani di Forlimpopoli,  sotto la guida dell’educatrice Valentina Braghini, hanno deciso di imparare il linguaggio dei segni, per poter comunicare con lui, l’Associazione Telefono Azzurro Rosa invita tutta la classe ad una giornata di festa presso il nostro Parco di Morbidò di Forlimpopoli, sito in via dell’Artigiano, 5. Continue reading “Invito a Nicolas ed ai suoi compagni di classe”

… un tempo per star bene e per far star bene …

Una bella iniziativa di sostegno alla nostra Associazione!
Sabato 13 luglio dalle 14 alle 20, e Domenica 14 luglio 2019 dalle 10 alle 18presso la sede del Telefono Azzurro Rosa, in Via San Zeno, 174 BRESCIA, un gruppo di professionisti in Discipline Bio Naturali sarà presente per un weekend di festa, per grandi e piccini, mettendo a disposizione la loro arte per raccogliere fondi a sostegno dell’operato del Telefono Azzurro Rosa. Continue reading “… un tempo per star bene e per far star bene …”

La Triste storia di Vlada

Questa è la storia di Vlada, e di come l’Associazione è riuscita ad aiutarla. Si tratta di una ragazza di 26 anni, con due lauree, impegnata nella realizzazione di progetti internazionali, e corsi per giovani di varie nazionalità.

All’università di Milano, dove si recava spesso, ha conosciuto un uomo tra i 40 ed i 50 anni che l’aveva assiduamente corteggiata e con il quale ha allacciato una relazione. Inizialmente premuroso, galante, sereno, dolce, e calmo, i due hanno iniziato una relazione affettiva.

Passato poco tempo, però, l’uomo ha cambiato completamente atteggiamento: la chiamava in continuazione sul posto di lavoro, le scriveva centinaia di messaggi al giorno, e le vietava persino di andare all’estero dove doveva recarsi per lavoro. E ancora… niente più gonne corte, niente trucco, niente mascara, niente abiti stretti… un assedio asfissiante e inconcepibile per lei.

L’uomo ha cominciato poi a fare scenate indecenti, anche per strada, e a percuotendola se disobbediva ai suoi desiderata. In cuor suo, Vlada aveva deciso di lasciarlo ma non aveva il coraggio di denunciare la situazione, per cui, disperata e su suggerimento dei datori di lavoro, si è rivolta alla nostra associazione.

L’abbiamo innanzitutto tranquillizzata, dicendole che l’avremmo aiutata a riacquistare la “libertà”, e che saremmo intervenuti per contrastare qualunque pressione che, nonostante tutto, l’uomo continuava ad esercitare.

L’uomo spesso si appostava all’esterno del posto di lavoro, pronto a fare scenate nel momento in cui lei usciva. Abbiamo invitato Vlada a prendersi un periodo di ferie distante da dove abitava, mentre noi ci saremmo occupati di lui, che l’aveva minacciata di seguirla dappertutto. Quando Vlada ha deciso di partire, ha scoperto che l’uomo aveva acquistato un biglietto identico al suo, per poterla seguire anche in aereo. Abbiamo accompagnato, allora, la ragazza in aeroporto, allertando anche la Polizia di Frontiera ed Aeroportuale, e siamo riusciti ad evitare che partisse con lei. Quindi abbiamo avvicinato l’uomo che è stato verbalmente diffidato dal mantenere tali comportamenti, pena gravi sanzioni, anche al rientro della ragazza. E difatti, terminato il breve periodo di allontanamento, la giovane è rientrata senza conseguenza alcuna.

Dopo un anno, siamo ancora in contatto con Vlada, e sappiamo che tutto procede per il meglio.

 

Il pregiudizio del diritto alla violenza.

Squilla il telefono: una voce flebile e smarrita sussurra “sono sconvolta… sto male…“. Silenzio… Incoraggiata a proseguire, dopo poco, aggiunge “mi chiamo Romina, e vivo in Emilia Romagna: due ore fa il mio compagno, con il quale vivo da due anni, buono, amorevole, gentile… improvvisamente mi ha percosso (ho vari evidenti segni), senza che ci fosse una motivazione o che avessi detto qualcosa di spiacevole… che accadrà ora?“.

Con calma, l’operatrice riesce ad avere almeno il numero di telefono dal quale chiama, ma altre poche informazioni, perché la giovane ha paura. Vengono immediatamente informati gli operatori della nostra sede di Forlì, che si attivano per aiutare la giovane a superare quel momento per lei molto drammatico.

A noi non resta che chiederci se ci possono essere sono tante donne che pensano che, con una motivazione o per qualche parola sbagliata, siano giustificati atti che sono solo di violenza.

In altri termini, secondo la nostra giovane interlocutrice, se avesse commesso un errore, o detto qualche parola inopportuna, allora il suo convivente avrebbe avuto l’autorizzazione di farle del male?

Ci piacerebbe sentire il vostro parere. Brava comunque a rivolgersi a noi per chiedere aiuto, manifestare il disagio, avere un consiglio, raccontare e sfogarsi. Anche a questo servono Associazioni come la nostra.

Ivana Giannetti

A proposito di Violenza…

Perché resti in silenzio? 

  • Perché hai paura di dover subire di più?
  • Perché di vergogni?
  • Perché pensi che sia anche colpa tua?
  • Per qualsiasi altro motivo?

Troppo spesso ci si dimentica di chiedere aiuto, che sia per vergogna, o per senso di dignità o per il desiderio di riuscire da soli, ma in questo caso, si rischia sempre di perdere.

Ci sono problemi in grado di far dimenticare che si può veramente essere aiutati: tra questi c’è proprio lo STALKING.

Allora contatta il Telefono Azzurro Rosa, a questi nostri recapiti:

Noi vorremmo ribaltare l’utilizzo della formula “A.D.R.” (a domanda risponde) tipica delle Istituzioni in occasione delle denunce. Vogliamo essere noi operatori nel sociale a chiedere alle donne e agli uomini che incontriamo nei vari luoghi, di rivolgerci le loro domande sugli argomenti di cui ci occupiamo.

Consideriamo l’informazione, la formazione ed il coordinamento tra le istituzioni ed il volontariato come le armi indispensabili per combattere la violenza.

Quante parole… aspettiamo che ci chiami!