per rispondere alle domande e fornire indicazioni e avvertimenti

Tipi di violenza a carico delle donne

  •   Stalking detto anche sindrome del molestatore assillante o comportamento persecutorio (sms, e-mail assillanti, pedinamenti, appostamenti, telefonate continue, lettere anonime, violazioni di domicilio, sorveglianze sotto casa, aggressioni, tentato omicidio). È un reato previsto dall’Art. 612 bis del Codice Penale – Atti persecutori – di cui all’articolo 7 della Legge n° 38 del 2009
  •   Maltrattamento fisico (percosse, spintoni, distruzione di oggetti, di documenti, di permesso di soggiorno, lesioni)
  •   Maltrattamento economico (divieto di cercare lavoro o di lavorare, estorsione di firme su conti correnti o atti pubblici, segreto sulle entrate familiari)
  •   Maltrattamento psicologico (umiliazioni e apprezzamenti negativi di fronte a terzi, intimidazioni e minacce alla donna, insulti e critiche frequenti, provocare il senso di vergogna)
  •   Violenza sessuale (costringere a rapporti sessuali indesiderati e ad attività sessuale in presenza di o con altre persone, imporre l’utilizzo di materiale pornografico e/o la produzione di materiale pornografico)
  •   Violenza culturale (isolamento fisico e morale, riduzione in schiavitù, matrimoni forzati e pratiche quali le mutilazioni genitali femminili)
  •   Violenza assistita ed intrafamiliare (bambini che assistono a maltrattamenti di un genitore, ad opera del coniuge violento, e che sono a costretti a mantenere il segreto su ciò che accade)
  •   Violenza sul lavoro (ricatti sessuali col pretesto della carriera, per rinnovo di permesso di soggiorno, per assunzioni; mobbing)

L’ATS di Brescia ha sottoscritto con altri ospedali di Brescia e della Provincia un protocollo di accoglienza in Pronto Soccorso delle donne vittima di violenza, assegnando loro un codice giallo che coinvolge i reparti di Ginecologia, Infettivologia, Medicina legale, Ostetricia ed Assistenza Sanitaria.

Su 100 segnalazioni che giungono alla nostra Associazione, 20 riguardano la violenza fisica, 25 la violenza sessuale, e 55 le problematiche di coppia. Il rapporto ANSA sugli omicidi, riporta che, in Italia, in media, ogni 3 giorni una donna viene uccisa dal proprio partner attuale o precedente. Si presume che, a fronte di un 2% di segnalazioni manifestate dai mass media e di un 9% di rilevazioni da parte delle Associazioni Anti Violenza, resti un 89% sommerso e sconosciuto.

Al fine di far emergere il sommerso, la Legge propone due strumenti.

1.    Ordine di Protezione contro gli abusi familiari – Art. 342 bis e seguenti C.C. – Legge n. 38/2009 che ha modificato l’articolo 342 ter C.C.

In caso di condotta del coniuge che pregiudica l’integrità fisica e la libertà dell’altro coniuge o convivente, la moglie, il convivente o un altro componente adulto del nucleo familiare, può richiedere l’Ordine di Protezione. L’assistenza di un avvocato difensore è facoltativa, ma sarebbe opportuna. L’istanza viene presentata al Tribunale di residenza o domicilio del richiedente, con allegato certificato di residenza e stato di famiglia. La richiesta dell’ordine di protezione viene presentata per ottenere:

  • a.    La cessazione della condotta illegittima del responsabile
  • b.    L’allontanamento del responsabile dalla casa familiare
  • c.    Il non avvicinamento al luogo dove vive chi ha fatto la richiesta e al domicilio dei prossimi congiunti e ai luoghi di istruzione dei figli
  • d.    L’intervento dei servizi sociali
  • e.    Il pagamento di un assegno periodico a favore dei conviventi rimasti privi di mezzi

La durata dell’Ordine di Protezione non può essere superiore ad un anno.

L’Ordine di Protezione è esente da imposte di registro, bollo od altro, ed è operativo, previa udienza da un Giudice Civile, dopo circa 30 giorni dall’istanza.

La Legge n. 38 del 2009 ha introdotto nel Codice Penale l’articolo 612 bis (atti persecutori) che definisce lo Stalking un reato, punito con la reclusione fino a 4 anni aumentati se il fatto è commesso dall’ex coniuge, dal convivente, nei confronti di minore, donna incinta o disabile. Si può sporgere una querela negli uffici di Polizia o dei Carabinieri, entro 6 mesi dalla data dell’episodio. Se non si vuole fare querela, si può utilizzare una procedura amministrativa che si chiama

2.    Ammonimento. L’ammonimento è un provvedimento di competenza del Questore, che va presentato volontariamente presso qualsiasi ufficio di Polizia o comando dei Carabinieri, o presso la Questura, sezione Anticrimine. L’istanza deve essere presentata in maniera accurata e documentata, con la successione cronologica degli eventi (che devono essere ancora in corso) e citazione di eventuali testimoni che possano riferire all’autorità di P.S. e poi al Giudice. È importante documentare con certificati medici la condizione di ansia e di paura e raccogliere la documentazione di cui si è in possesso, come fotografie, SMS, riprese video anche a mezzo cellulare, lettere, eccetera, possibilmente insieme ad un’agenda tenuta in modo accurato. Successivamente, il Questore ammonisce oralmente il molestatore diffidandolo ad interrompere le azioni persecutorie. Viene redatto un verbale, firmato dal Questore, di cui copia viene consegnata alla vittima ed una all’ammonito. Se all’ammonimento segue una querela, questa non si può più ritirare.

Violenza Domestica – consigli utili

Se sei maltrattata in famiglia, non credere alle minacce ed ai ricatti del marito violento, che spesso afferma “se tu chiedi la separazione, non ti farò più vedere i figli, ti caccerò di casa, non ti darò un euro, etc.”. Queste cose le decide solo il Giudice, tutelando la persona più svantaggiata/debole

Se hai subito maltrattamento fisico che comporti percosse e lesioni, recati ogni volta e appena puoi al Pronto Soccorso di un Ospedale, e fatti rilasciare un certificato dal medico di turno. Se qualcuno cercherà di dissuaderti, dicendoti: “Chi ti ha provocato le lesioni, così potrà avere dei procedimenti penali”, non ascoltarlo, ed esigi il certificato, che può essere molto importante, per esempio, in una causa di separazione o di divorzio.

Se decidi di allontanarti da casa, da sola o con i figli, vai in Questura o alla Stazione dei Carabinieri e dichiara che lasci la casa per i maltrattamenti continuati, ricordandoti di portare via i documenti tuoi e dei figli, quelli finanziari, ed i tuoi oggetti di valore.

Puoi anche presentare un esposto scritto per far diffidare tuo marito o il tuo compagno.

Il giorno stesso che ti allontani da casa, se hai un conto corrente bancario, postale, o altro, intestato a te e a tuo marito, preleva almeno il 50% della somma contenuta, in via cautelativa.

Violenza Sessuale – consigli utili

Se hai subito violenza, parlane subito con una persona di fiducia, ricordando che TU SEI LA VITTIMA del reato e che l’UNICO COLPEVOLE è SOLO L’AUTORE DI QUEL REATO; la persona di fiducia sarà molto preziosa per te in seguito.

In caso di una aggressione sessuale, recati subito dopo il fatto o appena puoi, in un Pronto Soccorso o in un Consultorio per una visita Ginecologica; esigi un dettagliato certificato medico. Non lavarti mai prima della visita per non cancellare eventuali tracce; non bere alcolici e non assumere farmaci sedativi, anche se pensi che ne avresti bisogno per affrontare la situazione.

Se è possibile, fatti accompagnare da una persona di fiducia che possa rimanere con te durante la visita.

Se decidi di presentare una denuncia-querela, potrai farti consigliare da un’Associazione come la nostra.

Conserva gli indumenti che indossavi durante l’aggressione e NON LAVARLI.

Conserva anche il certificato medico, perché ne dovrai dare copia al momento della denuncia-querela alle Autorità di Polizia.

Cerca anche di conservare tutte le prove della violenza subita, anche se pensi di non dover denunciare l’aggressione: potresti cambiare idea, anche perché la denuncia-querela può essere presentata fino a sei mesi dal fatto.

Ricorda comunque di rivolgerti ad una Associazione come la nostra,
che ti sosterrà durante tutte queste fasi.

Per tutte le donne, italiane e non, che subiscono violenze ed abusi, indichiamo prima di tutto la possibilità di rivolgersi al nostro numero verde gratuito 800 00 11 22 o al numero antiviolenze donna 1522, attivato dalla commissione Pari Opportunità su tutta la rete nazionale, che dirotterà la chiamata presso la sede competente più vicina alla persona richiedente.

Il numero verde del Telefono Azzurro Rosa
800 00 11 22 è sempre attivo e gratuito, ed è riservato alle situazioni di estrema gravità.

Altri recapiti:
Telefono fisso 030 353 03 01
Fax 030 353 11 65
Mobile 337 42 73 63 (anche per SMS)
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